A Tu Per Tu con Marco Trivellato: da Padova agli USA, sognando la MLS

Emigrante a caccia del successo, ma senza la valigia di cartone. Marco Trivellato ha le idee chiare e, grazie alle sue abilità calcistiche e ad una forza di volontà degna di un veneto doc, sta andando alla conquista dell’America inseguendo due sogni che possono diventare realtà: una carriera da professionista e una laurea in Economics & Finance. “E menomale che sono arrivato prima della presidenza Trump, altrimenti sarebbero stati dolori”, scherza Marco quando risponde alla chiamata di MondoPrimavera.com concedendosi una pausa dallo studio, che lo vede impegnato in vista degli esami di fine semestre. Trivellato è nato nel 1991 e, anche se la sua età lo pone di fatto ben al di fuori dei radar del calcio giovanile, la sua storia merita di essere raccontata. Marco è infatti uno studente-atleta del college di Canisius, ateneo situato nel nord dello Stato di New York: è lui a difendere i pali della squadra di soccer dei Golden Griffs, nuova frontiera di una carriera iniziata nella provincia di Padova e sfociata nella grande chance avuta Oltreoceano. Un futuro che appariva una chimera non più tardi di quattro anni fa: già, perché nell’estate del 2013 Marco aveva decido di darci un taglio con il calcio, appendendo i guanti al chiodo dopo una serie di delusioni che avevano fatto seguito ad un brillantissimo inizio di carriera. “Ho cominciato a mettermi in mostra nel Noventa Padovana” – spiega Trivellato, “meritandomi la convocazione con la rappresentativa del Veneto con la quale ho vinto il Torneo delle Regioni nel 2007. Le buone prestazioni mi sono valse una chiamata da parte dell’Inter, che mi ha dato la possibilità di svolgere il ritiro pre-campionato nella stagione degli Allievi Nazionali: Santon, Destro, Falcinelli e Obi erano solo alcuni dei giocatori presenti nella rosa, purtroppo l’esperienza non si concretizzò ma ho avuto modo di completare la mia formazione nel Cittadella, giocando negli Allievi e in Primavera e ritagliandomi anche il ruolo di terzo portiere in prima squadra, nella stagione successiva alla promozione in Serie B”.





Quando il salto tra i professionisti sembra una formalità, per Marco comincia invece un pellegrinaggio senza fine: “In sei mesi sono passato dall’andare in panchina in Serie B a non giocare in Eccellenza, un colpo non da poco per il morale e per le ambizioni di carriera ad alto livello”. Trivellato riesce a risalire almeno fino alla Serie D: è protagonista con le maglie di Belluno e Derthona, le sirene della Lega Pro tornano a suonare ma, ancora una volta, il treno buono non arriva sul binario del giovane numero uno patavino. Marco non si perde d’animo, anzi: le esperienze calcistiche gli hanno aperto gli occhi, e capisce che per costruire un futuro davvero degno di nota serve altro. “Sono tornato a casa e ho deciso di iscrivermi all’università, scegliendo la facoltà di Economia Aziendale a Vicenza. Sono riuscito a conciliare gli studi con un’altra stagione in D, stavolta all’Este che era proprio a due passi da casa, e nell’estate del 2013 ho sostenuto un provino sotto gli occhi di alcuni allenatori venuti dall’America: l’opportunità non si è concretizzata, e in quel momento ho deciso che avrei detto basta con il calcio”. La decisione sembra irrevocabile, ma Marco torna sui suoi passi grazie a mister Romanin che, dopo averlo allenato nella Primavera del Cittadella, lo convince a seguirlo nel campionato di Eccellenza. Quella di Romanin, un amico più che un tecnico per il giovane Marco, si rivela una figura fondamentale per la svolta della sua carriera, ma soprattutto della sua vita: “Nel corso dell’estate del 2014 sono stato con lui in vacanza negli Stati Uniti, visitando New York e Miami: avevo realizzato il mio sogno di fare un viaggio negli States, ma non avrei mai immaginato che quella tappa Oltroceano sarebbe stata decisiva per il mio futuro”. È proprio durante quel viaggio, infatti, che Marco fa la conoscenza di Nicolò Baudo, studente-atleta per il college di Canisius che di lì a due anni metterà in pratica la sua esperienza a stelle e strisce per dare il via al progetto di YesWeCollege, programma del quale vi abbiamo raccontato e che aiuta i giovani calciatori ad inseguire il sogno americano ottenendo una borsa di studio per giocare e studiare negli USA. Un incontro che cambierà per sempre il destino di Trivellato: “Nicolò mi ha presentato il coach dell’università, che per l’appunto era in cerca di un portiere e non ha perso tempo per organizzare un provino. Sono riuscito a fare bella figura e a convincerlo, mi è stata offerta una borsa di studio e tutto ha così avuto inizio. E pensare che, quando andavo al liceo, mi chiedevo a cosa mai mi sarebbe servito sapere l’inglese…”.





E invece adesso serve eccome: è tempo di fare i bagagli e di attraversare l’Atlantico a caccia dell’occasione della vita. Il primo anno, la stagione 2015/2016, Marco studia e si allena senza però poter giocare: “Dopo aver superato l’esame di lingua, un traguardo che ha rappresentato una delle soddisfazioni più grandi della mia vita, ho fatto il cosiddetto anno di ‘redshirt’: una stagione durante la quale uno studente-atleta non scende in campo per dedicarsi allo studio, o perché infortunato. Nel mio caso sono stato impegnato in otto corsi, da superare con una votazione media di C per dimostrare di essere idoneo per la carriera accademica negli Stati Uniti. Allenarsi senza poter giocare è stata dura, ma sono stato fortunato perché ho trovato delle persone fantastiche, Nicolò in primis, che mi hanno aiutato nel mio ambientamento permettendomi di imparare a vivere appieno questa fantastica esperienza”. Da quest’anno Marco Trivellato difende a tutti gli effetti i pali di Golden Griffs, squadra del college di Canisius che milita nel campionato di Division I (la massima serie universitaria). Una squadra che, come ci racconta Marco, ha una spiccata vena internazionale: “Su undici titolari ben dieci sono ragazzi europei, che contribuiscono ad alzare il livello di un campionato molto più atletico che tattico ma che però sta crescendo tantissimo proprio grazie alla forte rappresentanza in arrivo dal Vecchio Continente”. Un campionato che è universitario soltanto sulla carta, perché l’atmosfera e le strutture ricalcano quelle di una lega professionistica: “Nel college si respira un senso di appartenenza pazzesco, soprattutto da parte degli studenti americani, e nelle partite casalinghe abbiamo spesso e volentieri più di mille persone che riempiono la tribuna del nostro stadio facendoci sentire tutto il loro supporto. Quest’anno la nostra corsa si è fermata in semifinale di Conference ma nella prossima stagione, grazie all’arrivo di tre ragazzi italiani selezionati dal coach attraverso YesWeCollege, sono sicuro che avremo il potenziale per vincere e arrivare a giocare il torneo NCAA, inseguendo il sogno di diventare campioni nazionali”.





Una carriera calcistica alla quale Trivellato sta accompagnando un brillante percorso di studi. Marco ce lo racconta in una pausa dallo studio in preparazione degli ultimi esami e della laurea, che arriverà a fine mese: “Ho trasferito i crediti acquisiti in Italia e adesso mi sto specializzando nel campo della finanza, e sono dell’idea che conseguire una laurea rappresenti una sorta di assicurazione fondamentale per qualsiasi ragazzo che faccia dello sport. La carriera da atleta non dà garanzie a meno che tu non sia un fenomeno, e studiare ti dà l’opportunità di poter avere un’altra opzione importante per il futuro. Il bello del sistema scolastico statunitense è rappresentato dalla possibilità di conciliare le due dimensioni, raggiungendo una laurea prestigiosa e giocando praticamente da professionisti per il modo in cui ci alleniamo e per lo staff che ci segue. Con il campo a cinque minuti dal college gli spostamenti sono estremamente facili, e in più gli insegnanti hanno un occhio di riguardo nei confronti degli studenti-atleti, giustificando le assenze che capita di fare soprattutto quando andiamo a giocare in trasferte un po’ più lontane. Cose che in Italia sarebbero impensabili, mentre invece qua negli USA rappresentano quella realtà fantastica che è il college, un’esperienza che consiglierei a tutti per la scuola di vita che rappresenta”.
Dopo la laurea Marco si iscriverà ad un master, ma ha già segnato in rosso sul calendario il mese di gennaio 2018: è la data del Draft della MLS, un grande sogno che, per il portiere classe ’91, potrebbe diventare una opportunità più che concreta. “Dal 19 al 23 giugno avrò l’opportunità di allenarmi con lo Sporting Kansas City, club della massima serie che ha voluto visionarmi proprio in ottica del Draft 2018”, spiega Marco. Una chance arrivata da un momento all’altro, come un fulmine a ciel sereno: “Il mio coach mi ha chiamato nel suo ufficio, chiedendomi se mi avrebbe fatto piacere fare un provino con lo Sporting Kansas City. All’inizio ho pensato ad uno scherzo, invece avrò davvero la possibilità di confrontarmi con la MLS. Spero di far bene e di mettermi in luce, per meritarmi la chance di essere tra i sessanta ragazzi che ogni anno vengono invitati dalle squadre alla Draft Combine, una quattro giorni nella quale si affrontano i migliori prospetti che potranno ambire ad un contratto nella lega”.


È il momento dei saluti: i libri chiamano, e Marco è ligio al dovere specialmente adesso che vede avvicinarsi il primo traguardo della sua carriera accademica. Nel college di Canisius sta coltivando il suo sogno di diventare un calciatore professionista, e nel frattempo si prepara a mettere nel curriculum una laurea in economia e finanza. Trivellato ci saluta con una considerazione: “Tornare a casa? È la domanda che mi fanno molto spesso i miei genitori, quando li sento per telefono. L’Italia è unica nel suo genere, ma la meritocrazia e le opportunità lavorative che ci sono qua negli States non sono neanche lontanamente paragonabili. Finché avrò la possibilità voglio approfittare della grande chance che mi sono meritato, quindi direi che per il momento l’Italia può attendere”. Il tempo dirà se si apriranno o meno le porte della MLS, un’ulteriore tappa che rappresenterebbe l’ennesimo desiderio realizzato nella giovane vita di un ragazzo partito da Padova e arrivato a vivere il sogno americano. Una cosa è certa: quel treno che sembrava non arrivare mai Marco lo ha rincorso con tutte le sue forze, e adesso che è saltato a bordo non ha nessuna intenzione di scendere.