L’EX ATALANTA SI ESPRIME SUL GOLDEN MOMENT DEL VIVAIO NERAZZURRO-  il ‘maestro’ Mino Favini nell’estate del 2015, dopo 25 anni caratterizzati da grandi successi, ha lasciato l’Atalanta, ma i frutti del suo lavoro sono ancora sotto gli occhi di tutti. Infatti se nel vivaio degli orobici si sono ‘formati’ giocatori dal calibro di: Consigli, Bonaventura, Zauri, i gemelli Zenoni, Montolivo, Morfeo e tanti altri, è grazie al suo lavoro e quello del suo staff. Intervistato da Bergamopost.it  “il mago di Meda” ha espresso la sua opinione sul Golden moment degli orobici e riguardo ai numerosi giovani che si stanno piano piano imponendo sul panorama nazionale. Cominciando dai successi ottenuti dagli Allievi  Under 17  la scorsa stagione. “I due scudetti conquistati l’estate scorsa sono un grande risultato, quello dei 1999 l’avevo previsto perché in quel gruppo ci sono elementi di grandissimo spessore: sono quasi tutti ragazzi miei, conoscevo bene il loro valore e quindi non poteva andare diversamente. I piccoli mi hanno stupito di più, anche in quel gruppo ci sono dei valori interessanti ma credevo venissero fuori più avanti”. Per poi focalizzarsi su 5 elementi di spicco attualmente impegnati nel Campionato Primavera .”Melegoni, Capone, Mallamo, Bastoni, Latte ( profili analizzati da Mondoprimavera.com in un precedente articolo) e molti altri hanno qualità, sono giocatori veri che possono diventare molto presto una risorsa per la prima squadra. Gasperini li fa allenare spesso con il suo gruppo e li verifica sul campo, non ho parlato con lui ma mi dicono che la considerazione è totale e c’è grande attenzione su di loro: hanno bisogno di un po’ di muscoli e di crescere ma la strada è tracciata”. Riguardo ai suoi vecchi pupilli ne ricorda soprattutto uno. “Tanti giocatori sono arrivati, ma tutti hanno avuto una storia diversa. Prendete Gabbiadini: mi chiamano spesso da Napoli per chiedermi cosa penso della sua situazione ma io rispondo che Manolo ha un carattere particolare, è molto timido e quindi forse ha bisogno di più tempo, di qualcosa di diverso. Sta sicuramente cercando di lavorare duro per esprimersi al meglio. La crescita e il cambiamento sono personali ma le qualità non mancano”. Infine una breve riflessione sulla ‘fabbrica’ di Zingonia oggi. “Il nuovo responsabile del settore giovanile, Costanzi, magari ha un’impostazione un po’ diversa ma sono importanti le due anime del lavoro. Credo che in prospettiva si possano fare cose molto buone, le strutture sono importanti e migliorano sempre, questo è un elemento che garantisce l’Atalanta nel medio- lungo periodo”.