Milanese di nascita, milanista di fede e tanta voglia di emergere. Lorenzo Dickmann terzino destro classe 1996, dopo aver totalizzato 29 presenze, 2 assist e un goal  nella sua prima stagione in Serie B  con la maglia del Novara, si è concesso ai microfoni di Calciomercato.com. Nella lunga intervista sono diversi  i temi trattati partendo dal debutto a 17 anni in Lega Pro sino ad arrivare ai progetti futuri e il sogno rossonero.




Il debutto fra i professionisti. “L’esordio è un momento indimenticabile. Avevo 17 anni, entrare in una gara così importante è stato molto emozionante. Mi ha fatto piacere perché è stato completamente inaspettato. Nello spogliatoio a fine gara non c’era un bel clima per via della retrocessione in Lega Pro, di conseguenza quando ricordo quel momento resta un forte rammarico per non essere riusciti a mantenere la categoria. Io però sono grato a mister Gattuso per avermi fatto entrare quel giorno, nello stadio del Varese”.

Da trequartista a esterno: l’evoluzione della posizione in campo. “Io ho iniziato a giocare da trequartista, poi sono diventato esterno alto a livello giovanile. In Primavera mister Gattuso mi ha messo laterale destro in un centrocampo a cinque, davanti ai tre difensori. All’inizio non è stato facile, ma poi mi sono adattato. Con Toscano in Lega Pro ho fatto lo stesso ruolo e mi sono trovato molto bene. Sono anche riuscito a togliermi grandi soddisfazioni”.

I momenti indimenticabili: dal goal contro l’Alessandria alla promozione in B. “Un’emozione incredibile, non ci credevo. Ho provato a calciare col sinistro, io sono destro naturale, e la palla si è insaccata sotto al sette. È stato fantastico, realizzare un gol simile in una partita così importante non può che regalare grandi sensazioni. Per di più per un ragazzo di 18 anni alla prima stagione tra i professionisti, in Lega Pro. La promozione in Serie B a fine campionato è stata una grande soddisfazione per tutto il gruppo”.

Tanti allenatori, diversi sistemi di gioco e due modelli in Serie A. “Con Toscano giocavo esterno in un centrocampo a cinque, nel suo 3-5-2. Con Baroni prima e Boscaglia ora, invece, sono un terzino destro di ruolo in una difesa a quattro. Ho molte più responsabilità in difesa rispetto a prima e sto lavorando per migliorare. Essendo nato trequartista spingo con più facilità, sto imparando ad alternare fase offensiva e difensiva. Il mio idolo da piccolo era Ronaldinho. Io sono milanista, l’ho visto a San Siro dal vivo e sono rimasto incantato. Ora sono a tutti gli effetti un terzino e mi ispiro a due brasiliani: Dani Alves e Bruno Peres. Ho la fortuna di vederli all’opera con Juventus e Roma, sono veramente bravi, abbinano grande spinta a ottimi tempi di copertura”.

L’integrazione in prima squadra. “A Novara ho trovato sin da subito un gruppo molto unito, composto da giocatori esperti e più giovani: i primi hanno sempre aiutato parecchio gli ultimi arrivati, con consigli preziosi sia in partita che in allenamento. Sono cresciuto molto in questi anni grazie ai suggerimenti di giocatori con anni e anni di esperienza anche in Serie A”.

Il compagno che promette scintille. “Faragò è un ragazzo che dà tutto in campo. Fisicamente è ben strutturato, ha grande corsa e voglia di fare. In Serie B spesso e volentieri riesce a fare la differenza, secondo me potrebbe giocarsi le sue carte anche in Serie A, senza dubbio”.

I giovani più impressionanti. “Morosini è molto forte. Ha un tiro incredibile, ha grandi qualità, si inserisce benissimo senza palla e salta l’uomo con estrema facilità. In Serie B fa la differenza con la maglia del Brescia, secondo me è già pronto per giocare in Serie A. L’anno scorso credevo lo stesso di Caprari e infatti quest’anno milita nel Pescara nella massima serie ed è stato acquistato dall’Inter. È stato sicuramente l’esterno d’attacco più forte che ho dovuto affrontare nella mia carriera”.

Il mercato e la passione per il Novara. “La mia volontà è sempre stata la stessa: restare al Novara. Non ho avuto proposte concrete da nessun club, mi trovo bene qui in Piemonte”.

Il passato e l’approccio delle milanesi. “Sì, in passato sono stato chiamato sia dai rossoneri che dai nerazzurri. Poi, però, ho scelto di venire al Novara e non me ne pento assolutamente. Hanno creduto sin da subito in me e l’ambiente mi ha accolto in modo squisito”.

il Milan nel cuore e un sogno. “Io tifo Milan sin da quando sono bambino e non nego che un giorno mi piacerebbe giocare a San Siro con la maglia rossonera”.

 

Fonte: Calciomercato.com