Terza puntata della rubrica “Dicono di loro”, realizzata da Mondoprimavera.com. In questo pezzo parleremo di Marco Castagna, esterno impiegato tante volte anche come centrocampista, classe ’98 della Virtus Entella. Castagna verrà raccontato dal fratello Pino, che nonostante la lontananza lo segue e lo incita come primo tifoso.

Buonasera Pino, partiamo parlando di Marco, tuo fratello… Che ragazzo è?
Marco è un ragazzo molto umile e ha tanta fame di arrivare in alto, mentre fuori dal campo è un ragazzo che si fa ben volere da tutti ed è molto educato“.

Essendo tu il fratello maggiore, che rapporto hai con lui?
Bellissimo, per me è come un figlio, abbiamo 15 anni di differenza e qualsiasi cosa succede ne parla con me, avendo sbagliato in passato nel calcio“.

Quindi lo consigli e lo supporti, perché non vuoi che faccia i tuoi stessi sbagli?
Esatto. In famiglia gli diamo consigli tutti quanti, anche mamma e papà. Io gli faccio capire determinate cose, che non deve fare“.

La passione per il calcio è nata sin da piccolo?
Si, lui già da piccolino voleva sempre il pallone che chiamava go go e già da piccolo vedevamo che era bravo“.

A quale età Marco ha lasciato casa la prima volta per andare a giocare lontano?
All’età di 13 anni andò all’Inter ma soffrì la solitudine e se ne torno a casa, poi l’anno dopo passò al Parma“.

Deve essere difficile averlo lontano da casa e vederlo pochissimo…
Sì, tanto, perché lo vediamo in un anno massimo due o tre volte. Siamo fieri di lui perché sta cercando di far avverare il suo sogno, sappiamo che là sta meglio perché Napoli, dove viviamo, non offre niente“.

Anche se lontani riuscite a seguire qualche volta le partite? O aspettate un racconto da Marco ad ogni match?
Lo seguo su internet, ma non riusciamo a vedere mai una sua partita“.

Il momento più importante e significativo?
Quest’anno lo è stato perchè ha firmato il suo primo contratto da professionista con l’Entella“.

Mentre il momento più brutto?
L’anno scorso quando il Parma è fallito“.

Come ha vissuto Marco quella situazione?
Male, perché aveva tanti affetti e ha pianto tanto quando ha saputo del fallimento“.

Ultima domanda: cosa consiglieresti a tuo fratello? Non solo a livello calcistico…
 “Di rimanere sempre come è, un ragazzo umile e con tanto amore verso la famiglia“.

Perfetto. Pino, grazie per la disponibilità e per la chiacchierata.
Grazie a voi“.